Il Royal Thai Air Force Museum di Bangkok

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Il Royal Thai Air Force Museum di Bangkok

royal-thai-air1Il 27 Dicembre 1968 un Douglas A-1J Skyraider dell’USAF, atterrava senza carrelli sulla pista della base aerea thailandese di Udorn, a causa di alcuni danni riportati in un’operazione nel nord del Laos, durante la Guerra del Vietnam¹. L’aereo non lasciò più la Thailandia, rimanendo l’ultimo esemplare sopravvissuto alla guerra della sua versione, ed ora, adeguatamente restaurato, fa bella mostra nel Royal Thai Air Force Museum.

Svuilppato in due hangar, diversi padiglioni e un ampio spazio aperto, il museo si trova nei pressi del secondo aeroporto di Bangkok, il Don Mueang, in realtà uno dei più vecchi aeroporti dell’Asia e il primo, come costruzione, della stessa Bangkok. Già nel 1914 vi si stabilì infatti una base aerea e attualmente, oltre ad ospitare la maggior parte delle compagnie low-cost che servono la capitale, ospita la 1st Air Division della Royal Thai Air Force (RTAF).

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Ad essere una delle realtà dell’aviazione asiatica più antica, non è solo l’aeroporto, ma la stessa Royal Thai Air Force, che mosse i suoi “primi passi” nel lontano Novembre 1913 come Siamese Flying Corps e il museo, istituito nel 1954, ne preserva, recupera e racconta la storia attraverso l’esposizione di numerosi aerei, elicotteri ed altro materiale.

La collezione è ricca e abbraccia tutta la storia dell’aviazione militare thailandese, dai primissimi bimotori, agli aerei impiegati nella Seconda Guerra Mondiale (come durante la breve guerra franco-thailandese),  passando per il periodo del conflitto coreano (che vide l’impiego di C-47 thailandesi tra le forze ONU) ed arrivando fino ai giorni nostri.

Per iniziare a citare qualche nome, la collezione ospita l’ultimo esemplare di Vought O2U Corsair, classe 1926 ed impiegati, ad esempio, della battaglia di Koh Chang. Altro esemplare quasi unico (ne restano due/tre al mondo) è il Curtiss Hawk III ben restaurato e ridipinto con una bella livrea mimetica. Sempre legati ai primi anni di storia della RTAF si possono trovare anche una bella replica del Brequet 14P e una replica del Boripatra, il primo aereo prodotto e costruito in Thailandia.

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Lasciando i biplani si trovano numerosi classici della seconda guerra mondiale, come un Supermarine Spitfire dal passato turbolento (venne impiegato in Europa contro le incursioni di V-1), un Curtiss Hawk 75N, un rarissimo Tachikawa Ki-55 “Ida” (addestratore giapponese del ’39), ed i possenti Curtiss SB2C-5 Helldiver (uno dei pochi esemplari interi) e Fairey Firefly FR.1, anche se, come il bel Grumman F8F, subentrarono nelle fila della RTAF solo a guerra finita.

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Passando all’epoca dei primi aerei a reazione e dei conflitti in Corea e in Vietnam il museo ospita un C-47 (dove si dovrebbe poter ancora entrare), diversi Republic F-84G Thunderjet, Lockheed T-33 e North American F-86F Sabre, due Cessna A-37 Dragonfly recentemente restaurati, un Mig-21 donato dall’aviazione militare vietnamita, il già citato A-1J, un bel Rockell OV-10C Bronco e un Fairchild C-123B Provider, visitabile all’interno.

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Gli ultimi ospiti sono i protagonisti più recenti nella storia della RTAF, quindi diversi Northrop F-5A, un F-16, un italianissimo G-222(la RTAF ne operò sei a partire dal 1995) ed il nuovo acquisto della caccia thailandese, un SAAB JAS39 Gripen.

Non mancano, ovviamente, gli elicotteri, come i primi Westland Dragonfly o le due diverse versioni di Sikorksy S-58 da poco restaurate (UH-34DS-58T).

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Nel complesso i modelli ospitati sono tenuti in buono stato (ne ho menzionato solo qualcuno), anche se non mancano quelli ancora in stato di abbandono e che necessitino di lavori di recupero, attività che viene portata avanti con costanza dalla stessa RTAF, proprietaria del museo.

Ogni aereo ed elicottero è accompagnato da didascalie e descrizioni anche in inglese, quindi di facile comprensione, ma, per i più attenti, molti serial number dipinti sugli aerei non sono quelli originali, per cui non sempre è facile risalire alla storia del modello che si ha davanti.
Il museo è comunque ben tenuto ed organizzato, ed è presente anche una caffetteria e un piccolo negozio di souvenir.

Il Royal Thai Air Force Museum merita sicuramente una visita se si è appassionati di aviazione, anche perché non capita tutti i giorni di poter approfondire, al cospetto dei protagonisti, la storia di una forza aerea poco conosciuta come quella thailandese,  ma che ha tanto da raccontare. Anche i modellisti potranno, sicuramente, apprezzare la possibilità di vedere aerei ed elicotteri in livree diverse dalle solite.
La visita al museo può essere, inoltre, una simpatica deviazione dai percorsi ed itinerari più classici di un viaggio a Bangkok.

COSTI & INFORMAZIONI

L’ingresso al museo è gratuito, mentre gli orari di apertura sono 09:00-16:00, escluso i giorni festivi.

COME ARRIVARE

Il modo più semplice per arrivare al Royal Thai Air Force Museum è con il taxi. In alternativa le fermate più vicina della metropolitana e dello Skytrain sono Phahon Yohin (Metro) e Mo Chit (Skytrain) e da li spostarsi sempre via taxi.


Crediti foto:


Note:

¹ USAF and VNAF A-1 Skyraider Units of the Vietnam War | Osprey Publishing, pag. 95.

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