La Piana delle Giare, tra storia e leggende

Siti funerari, raccoglitori di acqua piovana o contenitori di vino e birra di riso, modellati per festeggiare il trionfo di Khun Cheung, il potente re di un’antica razza di giganti. Basta dare un’occhiata a qualche foto della Piana delle Giare per iniziare a portare la mente tra antiche leggende e una storia altrettanto misteriosa e affascinante.

Laos, altopiano di Xiangkhoang, tra pianure, terre basse e alte vallate lungo l’estremità settentrionale della catena montuosa dell’Annamese Cordillera (la catena montuosa che attraversa in lungo tutta la penisola Indocinese). Sparse per più di novante siti distinti, si trovano centinaia e centinaia di giare in pietra, con dimensioni che vanno dal metro ai tre, sia in diametro che in altezza. La Piana delle Giare è senza dubbio una delle aree megalitiche preistoriche più importanti e particolari dell’intero Sud-Est Asiatico.

Scoperta, datazione e caratteristiche

Scoperte per la prima volta nel 1909 da una guardia di confine francese, è tra il 1930 e il 1931 che vennero condotti e conclusi veri studi e scavi archeologici, a opera della ricercatrice francese Madeleine Colani. Il risultato portò a stabilire che queste incredibili giare, erano legate ad antiche pratiche funerarie, come dimostrato dalla presenza di ulteriori scavi e cavità utilizzate per cremazioni e sepolture, trovate nelle vicinanze.
Meno chiaro, e ancora studiato, è quale ruolo avessero in questi riti funerari, se raccogliessero le spoglie dei defunti o fossero usate come urne per la cremazione, o come raccoglitori di ornamenti e corredi. Quel che è certo è che la storia della Piana e di coloro che la abitavano, si intreccia con quella delle antiche culture che spaziavano dalle terre indiane alle coste cinesi, dove simili abitudini funerarie furono riscontrate.

Datate tra il 500 A.C. e il 500 B.C., le giare sono principalmente in arenaria, ma anche di granito, calcare e roccia sedimentaria. I novanta siti che compongono la Piana, ospitano da una a quattrocento giare ciascuno. Di qualcuna sono arrivati fino a noi anche i relativi coperchi, mentre nessuna presenta, ulteriori decorazioni e particolari, tranne che per una, dove è raffigurato un “uomo-rana”, il cui parallelo con le figure rupestri di Zuojiang Huashan, in Cina, è stato subito tracciato.

Tra storie e leggende locali

Nel tempo, un sito così particolare e misterioso, ha ovviamente dato spazio a leggende e tante teorie. Secondo una leggenda laotiana, ad esempio, le giare erano state create, come ricordato all’inizio, dal re Khun Cheung per festeggiare la sua vittoria contro un possente nemico e riempite di vino e birra locale a base di riso. Un’altra storia locale narra che le giare siano state modellate utilizzando diversi materiali, come sabbia, zucchero, argilla e prodotti animali.
Un ulteriore spiegazione sullo scopo che potessero avere queste giare è quella del loro utilizzo come raccoglitori di acqua piovana per aiutare e rifornire le carovane commerciali che in passato attraversavano queste terre, dove non sempre era facile procurarsi dell’acqua, visto la stagionalità delle piogge. Già tra i popoli antichi era infatti diffusa la pratica del bollire l’acqua piovana per renderla potabile. La presenza di oggetti e ornamenti nell’area sarebbe potuta essere il lascito e ringraziamento lasciato dai mercanti di passaggio.

La Piana delle Giare oggi

In tempo più recenti, tra il 1964 e il 1969, la regione fu pesantemente bombardata dall’aviazione statunitense, durante le operazioni militari contro le forze nord-vietnamite e le forze comuniste del Pathet Lao, in guerra civile contro l’esercito regolare laotiano appoggiato dagli Stati Uniti. Questo ha reso l’area inaccessibile, e letale per molti villaggi locali, per parecchi anni. Solo tra il 2004 e il 2007, si è riuscito a bonificare sette dei siti della Piana delle Giare, gli unici ad oggi visitabili. Nello specifico il sito 1 (che ospita 331 giare, tra cui la “coppa” del mitico re), 2 (dove si trova l'”uomo-rana”), 3, 16, 23, 25, e 52 (con ben 392 giare).
Il 6 luglio 2019 la Piana delle Giare è finalmente entrata a far parte dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.


Crediti foto (in ordine dalla seconda all’ultima):

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