Il Parco nazionale di Gunung Mulu

Grotte, foreste e pinnacoli nel Borneo Malese

Il Parco nazionale di Gunung Mulu

Wings, water or walking. In volo, sull’acqua o camminando. E’ solo così che si può visitare il Parco Nazionale di Gunung Mulu, come ricorda in primissima battuta il sito ufficiale del parco.
Ci troviamo nella parte settentrionale del Sarawak, nel Borneo Malese, in un’area dove la natura sovrana nasconde una delle aree carsiche più importanti al mondo. Tra le sue montagne e la fitta foresta equatoriale montagnosa si trovano particolarissimi picchi rocciosi, grotte e fiumi sotterranei. Tanto particolare e preziosa è l’intera area che nel 2000 il parco è stato inserito nella lista dei siti Patrimonio Unesco.

Foto panoramica del parco nazionale

A lungo rimasto sconosciuto e irraggiungibile, è solo dalla fine del 1800 che si sono mosse le prime spedizioni internazionali per iniziare a esplorare quest’area così ricca e selvaggia, che ancora oggi lascia a bocca aperta. Tre sono i picchi che definiscono il paesaggio, il Monte Mulu, il più alto, è stato soggetto a più riprese di fallite scalate (la prima riuscita fu nel 1932). Si innalza per 2.376 m.s.l.m. di fitta vegetazione, picchi calcarei e rappresenta quelle formazioni di arenaria diffuse nel parco nazionale. Gli altri due monti, il Monte Api  e il Monte Benarat invece sono montagne esponenti della componente calcarea della geologia del parco.
L’intera area, infatti, è il risultato della sedimentazione delle remotissime ere geologiche del Palaocene e Miocene, che rendono questa terra tanto particolare e interessante dal punto di vista geologico, oggetto di continui studi e spedizioni.

La vegetazione del parco nazionale

Quello che invece regala ai “normali” viaggiatori è un’area dove toccare con mano quel senso di avventura e selvaggio che solo le zone più remote del Borneo possono far vivere. L’unico modo per esplorare il parco, infatti, è a piedi, lungo diversi sentieri da trekking e in barca per alcuni tratti.

Come l’escursione per ammirare i pinnacoli del Monte Api, un trekking di almeno tre giorni e due notti di cammino e tratti in barca (con punti in cui si dovrà condurla a piedi) passando per sentieri nella foresta, ponti sospesi, tratti piuttosto ripidi e pernottando in semplici rifugi.

Foto con al centro delle formazioni rocciose a forma di pinnacolo circondate dal verde degli alberi della montagna.

Grotte e caverne

Ed è a piedi che si può accedere a tutte quelle grotte e gallerie che caratterizzano il Parco Nazionale di Gunung Mulu. Oggetto di numerose spedizioni, sono un vero spettacolo della terra. Qui, inoltre, si trovano alcune delle grotte più grandi al mondo. La Sarawak Chamber, ad esempio, è la camera naturale più grande al mondo per area, estendendosi per ben 600 metri di lunghezza, 435 di larghezza e 115 di altezza.

La caverna chiamata Deer Cave

Il Clearwater Cave System, invece, si crede sia la rete di caverne più lunga al mondo, misurando circa 224 km.

Altrettanto affascinante e ampia è la Deer Cave (la caverna dei cervi), a cui si accede per il passaggio più grande al mondo. Qui, oltre al fascino stesso della caverna, abitano foltissime colonie di pipistrelli, che durante la sera lasciano le profonde cavità per colorare il primo cielo serale con i loro sinuosi stormi per la caccia notturna.

Stormo di pipistrelli in volo

Un ambiente così incontaminato e particolare è, ovviamente, anche l’habitat ideale per tantissime specie animali e vegetali. Per dare un idea, 81 specie di mammiferi, 270 di uccelli, 55 di rettili e 76 specie anfibie. Tantissime varietà di buceri, di pipistrelli, pangolini, gibboni, rari esemplari di orsi malesi (detti anche orsi del sole) e scimmie dal pelo amaranto sono alcune delle tante specie che popolano le foreste e cavita del parco.

Primo piano di un bucero

Come arrivare a Gunung Mulu

Per visitare il parco è necessario arrivare in volo a Miri e poi alloggiare presso una delle strutture dentro e appena fuori del parco. Per muoversi tra i suoi sentieri (da non perdere i passaggi su passerelle sospese tra gli alberi), risalire le acque dei fiumi e scoprire le caverne accessibili è necessario affidarsi a guide locali ed escursioni organizzate.

Il pernottamento all’interno del parco è regolamentato dalle autorità, come anche limitate sono alcune escursioni, per cui è sempre opportuno prenotare per tempo.

Quando andare

I monsoni arrivano tra ottobre e gennaio e tra maggio e giugno, quindi il periodo migliore per visitare il parco va da luglio a settembre. Le temperature sono alte e piuttosto umide.

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